Arcipelago Toscano
Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona
Il Parco: il più grande parco marino d’Europa
Le sette isole principali – Elba, Giglio, Giannutri, Capraia, Pianosa, Gorgona e Montecristo – sono protette dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, definito il più grande parco marino d’Europa. Il portale ufficiale del turismo italiano lo presenta come meta per il trekking nelle mezze stagioni e per snorkeling, immersioni e avvistamenti di cetacei d’estate. Fonte: Italia.it
Secondo l’ente parco, l’area protetta copre circa 177 kmq a terra e circa 615 kmq di mare, e comprende tutte le isole dell’arcipelago. Il parco tutela metà della superficie di Elba e Giglio, mentre a Capraia resta fuori solo il piccolo abitato. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
Le sette isole, una per una
Elba
L’Elba è la terza isola italiana per estensione, con circa 224 kmq, e dista 10 km dalla costa toscana. È divisa in sette comuni e il suo punto più alto è il Monte Capanne (1.019 m), la vetta maggiore dell’intero arcipelago. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
È l’isola più famosa dell’arcipelago: nel 1814 ospitò in esilio Napoleone Bonaparte. Fonte: SiViaggia
Giglio
Il Giglio è la seconda isola dell’arcipelago per dimensioni e abitanti: granitica e montuosa, ha una superficie di circa 21,2 kmq e uno sviluppo costiero di 28 km. Fonte: Regione Toscana
Capraia
Capraia è di origine vulcanica, con circa 19,3 kmq di superficie e 27 km di costa. Fonte: Regione Toscana
Montecristo
Montecristo misura circa 10,4 kmq ed è l’isola più lontana dalla costa continentale, a circa 63 km. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
Riserva naturale statale dal 1971, fa parte della Riserva della Biosfera UNESCO «Isole di Toscana» e del Santuario Pelagos per i mammiferi marini. Fonte: Quotidiano.net
Pianosa
Pianosa è l’isola più piatta dell’arcipelago: poco più di dieci chilometri quadrati e un’altezza massima di 29 metri. Dal 1858 al 1998 è stata una colonia penale. Fonte: Visit Tuscany
Conserva testimonianze che risalgono al neolitico e, in età imperiale, fu luogo d’esilio di Postumio Agrippa, nipote di Augusto. Fonte: SiViaggia
Giannutri
Giannutri (2,6 kmq, 11 km di costa rocciosa) è la più meridionale delle isole toscane. Gli unici approdi sono Cala Spalmatoio e Cala Maestra, e la Villa Romana dei Domizi si visita con guide specializzate. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
Gorgona
Gorgona (2,2 kmq) è la più piccola e la più settentrionale, a 36 km dalla costa, ed è sede di una colonia penale agricola. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
I detenuti vivono in regime di semilibertà e coltivano orti e vigneti su terrazzamenti; sull’isola si vedono i ruderi della Villa romana e la fortificazione pisana di Rocca Vecchia. Fonte: Italia.it
Natura e mare protetto
La vegetazione è prevalentemente mediterranea e la flora è ricca di endemismi. L’arcipelago è anche un punto di sosta e di nidificazione per molti uccelli migratori e vanta una geodiversità che rende la varietà mineralogica sorprendente. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
Tra gli isolotti minori c’è Palmaiola, importante luogo di nidificazione del gabbiano corso. Fonte: Italia.it
Sapori e vini dell’Elba
Piatti tipici
Nelle trattorie elbane si trovano il gurguglione (verdure miste cotte in padella con olio, aglio e basilico), il cacciucco alla elbana e la schiaccia briaca, dolce con uvetta, pinoli, noci e mandorle bagnato con l’aleatico. Fonte: Scattidigusto
Aleatico e Elba DOC
L’Aleatico passito dell’Elba, dolce vino da meditazione ottenuto da uve appassite, ha ottenuto la DOCG nel 2011 ed è coltivato su oltre 32 ettari all’Elba e oltre 3 a Capraia. Fonte: Visit Tuscany
Il legame dell’isola con il vino è anche ufficiale: l’Elba DOC esiste dal 1967, tra le prime in Italia. Fonte: Blu Navy
Come si visitano le isole
Montecristo, Pianosa e Gorgona sono rigorosamente protette e l’accesso è regolamentato. A Giannutri l’accesso è libero, ma in gran parte dell’isola bisogna essere accompagnati da guide. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
A Montecristo si arriva solo prenotando le visite organizzate dall’ente parco, lungo tre sentieri autorizzati e con balneazione vietata; a Gorgona solo con visite guidate in partenza da Livorno. Fonte: Italia.it
Itinerario di 4 giorni tra le isole
Le isole si raggiungono da porti diversi della terraferma: Piombino per l’Elba, Porto Santo Stefano per il Giglio, Livorno per Capraia. Per questo l’itinerario è pensato per tappe separate, da adattare agli orari dei traghetti. Fonte: Traghetti.com
Giorno 1 – Elba: Portoferraio
Da Piombino a Portoferraio la traversata con Toremar dura circa un’ora. Fonte: Traghetti.com
Portoferraio è il capoluogo e il porto principale dell’Elba. Ha assunto l’aspetto attuale con Cosimo I dei Medici, che dal 1548 avviò importanti opere di fortificazione. Fonte: Visit Tuscany
Dall’alto domina il Forte Falcone, costruito dai Medici nel Cinquecento e oggi punto panoramico, mentre dall’altra parte il Forte Stella ha cinque bastioni e un faro ottocentesco. Fonte: SiViaggia
La Palazzina dei Mulini fu la residenza di Napoleone durante l’esilio elbano, tra il 1814 e il 1815, e oggi si visita come parte del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche. Fonte: Visit Tuscany
Giorno 2 – Elba: Villa San Martino e i vini elbani
Fuori città, vicino a Procchio, si trova Villa San Martino, l’altra dimora napoleonica: fu la residenza privata dell’imperatore, immersa tra boschi e vigneti che scendono verso il mare. Fonte: Regione Toscana
Per chiudere la giornata, la quasi totalità dei vini elbani si può assaggiare all’Enoteca della Fortezza di Portoferraio. Fonte: Rivista di Agraria
Giorno 3 – Giglio: borghi e sentieri
Il Giglio dista circa 15 km dalla costa e si raggiunge da Porto Santo Stefano, in Maremma: i traghetti impiegano circa un’ora per arrivare a Giglio Porto. Fonte: SiViaggia
A Giglio Porto c’è la Torre del Saraceno, costruita nel 1596 per volontà di Ferdinando I di Toscana; più in alto sorge Giglio Castello, borgo fortificato cinto da alte mura medievali con torri. Fonte: Visit Tuscany
Sul lato occidentale c’è Campese, sull’omonima spiaggia, famosa per i tramonti. Un sentiero più impegnativo collega Giglio Castello a Campese passando per Monte Calvo (496 m), il punto più alto dell’isola. Fonte: SiViaggia
Giorno 4 – Una tappa a scelta: Pianosa, Capraia o Giannutri
Pianosa. I collegamenti sono stagionali e regolamentati: l’accesso è limitato, i posti sono contingentati ed è necessaria la prenotazione anticipata. Fonte: Traghettilines
In primavera il parco ha proposto visite giornaliere con partenza in nave da Piombino, accompagnate per tutta la giornata da una Guida Parco; il pacchetto includeva viaggio di andata e ritorno e ticket d’ingresso. Fonte: SiViaggia
Tra le attività organizzate dal parco a Pianosa figurano le visite alle catacombe. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
Capraia. Il traghetto da Livorno è operato solo da Toremar tutto l’anno e dura circa 2 ore e 45 minuti. Fonte: Traghettilines
Giannutri. Si raggiunge da Porto Santo Stefano ed è considerata un paradiso per snorkeling e immersioni; vicino a Cala Maestra restano i resti di una villa romana del II secolo d.C. Fonte: Visit Tuscany
La Villa Romana dei Domizi si visita accompagnati da guide specializzate, e a Giannutri buona parte dell’isola è percorribile solo con guida. Fonte: Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PDF)
Trasparenza editoriale. Autore: Giuseppe Baldassarri – ItalyTrade.org. Ogni paragrafo riporta la fonte consultata; le sezioni senza fonte verificata non sono state pubblicate. Contenuto editoriale indipendente.
Giuseppe Baldassarri – Sales & Account Manager | Destination Marketing | Made in Italy
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